Welfare aziendale: cos’è e come funziona
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Il 2024 si apre all’insegna di politiche di welfare aziendale sempre più attente alla qualità della vita dei lavoratori italiani. In questo scenario, i flexible benefit rappresentano uno strumento innovativo e sempre più apprezzato dalle aziende.
I flexible benefit consentono di personalizzare il pacchetto retributivo dei lavoratori, offrendo la possibilità di scegliere tra molteplici servizi in base alle proprie esigenze. Vediamo nel dettaglio cosa sono, come sono regolati e quali vantaggi comportano per aziende e dipendenti.
I flexible benefit sono una forma di retribuzione flessibile che permette ai dipendenti di modulare parte della propria retribuzione in base alle proprie esigenze personali e familiari. Attraverso un sistema di punti o un budget definito dall'azienda, i lavoratori possono scegliere tra prestazioni di varia natura, oltre il tradizionale stipendio.
La disciplina dei flexible benefit trova fondamento nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), in particolare all'art. 51 (comma 2, 3, 4) e nelle successive circolari dell’Agenzia delle Entrate. Questa normativa prevede che determinati benefit concessi ai dipendenti, se rispettano certi criteri e limiti, possono essere esclusi dal reddito imponibile, con vantaggi fiscali sia per i lavoratori che per le aziende, riducendo in primis il cosiddetto cuneo fiscale.
I fringe benefit sono un contributo aggiuntivo alla normale retribuzione, possono essere erogati anche a singoli dipendenti e hanno una soglia massima di esenzione. I flexible benefit invece sono una retribuzione complementare alla retribuzione standard, devono essere erogati a tutti i lavoratori e non hanno soglie di esenzione - se non in alcuni casi particolari. Tra questi casi rientrano, ad esempio, proprio i fringe benefit con il limite 2024 dei 1000€ per tutti i dipendenti e 2000€ per coloro che hanno figli a carico.
I vantaggi dei flexible benefit sono molteplici per le aziende e per i dipendenti.
Per le aziende, rappresentano uno strumento di welfare aziendale che contribuisce al wellbeing aziendale, migliorando il clima lavorativo, l’engagement e la produttività.
Per i dipendenti, rappresentano un potenziamento del potere d’acquisto e rispondono davvero ai loro bisogni, aumentando la soddisfazione generale.
Con un'attenta gestione e una chiara comunicazione, i flexible benefit possono inoltre divenire un potente strumento per attrarre e trattenere i talenti all'interno delle organizzazioni.
Tra gli esempi più comuni di flexible benefit troviamo abbonamenti per i trasporti pubblici e palestre, corsi e attività formative, rette asilo nido e spese per assistenza agli anziani, spese per viaggi e attività culturali, ecc.
Tra i flexible benefit con limiti di esenzione rientrano gli interessi su prestiti e mutui, assistenza e previdenza integrativa, oltre ai già menzionati fringe benefit.
Scegliere i flexible benefit significa quindi e di promuovere promuovendo un approccio al welfare aziendale personalizzato e flessibile. Un sistema di benefit trasversali che come abbiamo visto include anche i fringe benefit e le carte regalo, sempre più apprezzate dalle aziende italiane.
La flessibilità è infatti una delle caratteristiche che contraddistinguono la Gift Card TheFork, la prima carta regalo in Italia dedicata alla ristorazione:
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